Cenni di Storia. Il messaggio del Museo

Il primo nucleo dell’attuale Museo nacque nel secondo dopoguerra dall’iniziativa di alcuni ventenni del paese che, curiosi di conoscere le vecchie tradizioni e la storia locale, incominciarono ad occuparsi dell'argomento intervistando persone anziane e di buona memoria.

Una veduta in bianco e nero dell’abitato di Quarna Sotto

Una veduta in bianco e nero dell’abitato di Quarna Sotto

La fase iniziale fu caratterizzata si da grande entusiasmo, ma anche da un certo disordine, poiché le finalità del progetto non erano ancora chiaramente definite. La comune passione per la montagna permise loro di riscoprire vecchi sentieri non più battuti ed alpeggi ancora frequentati da famiglie di altri paesi confinanti col territorio di Quarna. Dall’osservazione delle diverse usanze iniziarono i primi confronti tra le popolazioni finitime e quella di Quarna. Le due Quarna giacciono su un pianoro a 800-900 metri di quota, separate da Omegna e dagli altri paesi che si affacciano sul lago da uno scosceso baluardo roccioso. La strada carrozzabile che unisce Quarna ai centri commerciali e industriali più prossimi è stata costruita solo all'inizio del Novecento (1908) e le relazioni con i centri attorno (Cusio, Vallestrona e Valsesia) erano costanti, ma condizionate da spostamenti su mulattiere e sentieri di montagna a distanza di ore di marcia, o erano limitate alla convivenza di qualche famiglia durante la transumanza estiva sugli alpeggi alti. L’ubicazione geografica di Quarna le ha permesso di mantenere le proprie tradizioni quasi intatte, senza venire contaminata da quelle di altri paesi vicini; si è mantenuta la parlata originaria, ben conservata nella propria individualità. Tutto ciò ne rendeva più interessante lo studio. Dopo aver trovato molte notizie di un certo valore e i primi documenti privati, cominciò a farsi strada un interesse più particolare, più ordinato e finalizzato allo studio e alla conservazione di questa cultura delineandosi l'esigenza di creare un'istituzione con questo scopo.

Inaugurazione della nuova sede del Museo nel 1989

Inaugurazione della nuova sede del Museo nel 1989

Ma i tempi non erano ancora maturi tra la popolazione: ben pochi in paese comprendevano il lavoro iniziato. Fino al giorno in cui non si verificò la triste storia del magnifico Torchio della Comunità. Questa mastodontica macchina col trave di noce lungo 11 metri, che nel 1744 i quarnesi avevano co-struito per spremere noci per l'olio, e frutta per sidro e vino, fu sventuratamente distrutto per ricavarne poche centinaia di migliaia di lire dal suo legno! Fu la scintilla da cui prese origine l'idea, sempre più articolata e organizzata, di salvaguardare almeno quanto, della nostra cultura e delle nostre origini, ancora era ricuperabile. Nacque così l'idea di un Museo attorno al quale potessero svolgersi ricerche più sistematiche, e finalizzate allo studio di questa cultura.

Occorreva far maturare una nuova sensibilità nella gente, affinché fosse più attenta ai valori del passato. Fortunatamente alcuni anziani credettero nelle intenzioni e appoggiarono le idee e il lavoro che si andava con difficoltà accumulando: si raccoglievano oggetti e documenti che si aveva difficoltà a conservare per mancanza di locali adeguati. Per dimostrare l'idea di un Museo si effettuò nel 1960, aiutati dall'entusiasmo di don Luciano Bianchi prevosto dell'epoca, una mostra temporanea pubblica improvvisata in un locale della canonica. La prima mostra stabile risale al 1972.

Nel frattempo ci si era resi conto che la tradizione dell'artigianato tipico della fabbricazione degli strumenti a fiato, che aveva vissuto anni gloriosi già nell'Ottocento, con la ditta Agostino Rampone e poi con la Rampone & Cazzani, costituiva una caratteristica eccezionale del nostro paese, e che lo distingueva da tutti gli altri.

Inaugurazione della nuova sede del Museo nel 1989

Mostra di strumenti quarnesi al Teatro alla Scala di Milano

Nacque così il Gruppo del Museo. Col prezioso impegno di alcuni volontari, nel 1975 era pronta la nuova sede con un salone quasi completamente dedicato agli strumenti musicali, ed un secondo con gli oggetti propri della cultura agricolo-pastorale del paese, con la ricostruzione di due piccoli ambienti che riproducevano il cason, il locale tipo cucina del Settecento e il suér, la camera da letto dell'Ottocento, che ormai aveva sostituito quella situata di fianco o sopra alla stalla. Si riuscì ad avere un telaio a documentazione dell'ambiente della tessitura, che un tempo quassù si praticava in ogni casa. Quando si pensava di aver raggiunto un traguardo accettabile, nel 1979 Fernando Saltamerenda, proprietario della fabbrica di strumenti musicali Rampone & Cazzani, mise a disposizione un grosso capitale, affinché si costruisse una nuova sede del Museo dello Strumento Musicale, quella attuale, inaugurata l'8 luglio 1989. L'Associazione promuove contatti e manifestazioni connessi con la tradizione musicale, ed altri imperniati su temi attinenti il Mondo Alpino. Rivolgendosi essenzialmente ai giovani svolge opera di sensibilizzazione per lo studio della Musica e per la coltivazione del gusto musicale. Raccoglie notizie, oggetti, documenti, fotografie riguardanti la vecchia cultura agricolo-pastorale e musicale di Quarna e promuove una propaganda diretta alla valorizzazione della tradizione alpina locale. L'Associazione opera in funzione didattica e morale fin dall'età scolare, per rivolgersi poi agli adulti, agli insegnanti, ai tecnici fino ai musicisti e agli etnografi.

Dal Museo parte un messaggio diretto al visitatore come al ricercatore, perché essi imparino a nutrire rispetto verso le espressioni della propria civiltà passata, e si sentano investiti del dovere di difenderle e conservarle con amore. E' un messaggio per tutti: ognuno sappia cogliere dall'esperienza del passato gli elementi più umani per l'Uomo del futuro, affinché siano di gio-vamento alla sua persona, intesa nella sua globalità fisica, intellettuale e spirituale. Chi non ha radici o le rifiuta non ha neppure un futuro!